Le origini

Lettura


RILEVANZA DELLA MUSICA NELLE CIVILTA’ ANTICHE E NELLA MITOLOGIA GRECA

Tratto da "La Musica: un ponte tra arte e scienza" - I.S.I.S. “GIULIO NATTA”, BERGAMO - Francesca Moscaritolo

La musica ed il suono appartengono all’esperienza della vita umana fin dalle sue origini; basti pensare agli uomini preistorici che ricercavano la comunicazione tra individui non solo attraverso la gestualità, ma anche attraverso forme sonore prodotte da loro stessi oppure attraverso degli strumenti.

Con la progressione della storia evolutiva dell’uomo e la nascita delle civiltà, la musica non è stata messa da parte, anzi essa ne è rimasta parte integrante affiancandola a miti di guarigione e di rinnovamento come linguaggio per la comunicazione con l’anima. Proprio per questo motivo il suono è considerato come un linguaggio universale infinitamente più efficiente del linguaggio verbale in quanto costituito da vibrazioni che si irradiano con ritmi e frequenze innumerevoli producendo così profonde mutazioni nell’uomo ed in ogni organismo che le percepisca. Le antiche civiltà erano consapevoli di questo potere straordinario e “magico” della musica e quindi la considerarono al pari dell’arte, della poesia e della medicina, rendendola inseparabile dai riti religiosi e dal mito. Nell’antico Egitto, come in Mesopotamia, nel Medio ed estremo Oriente, la musica fu usata nel culto religioso e come scienza divina per evocare, attraverso inni sacri e canti, l’energia guaritrice della natura ed il potere degli dei. Numerose furono le civiltà che accentuarono l’importanza della musica:

 - In Cina. I Cinesi ebbero una capacità straordinaria nell’applicare quest’arte alla cura delle malattie ed instaurarono una fitta rete di analogie e di simboli che collegava il sistema delle note musicali alle immagini della natura e della vita civile. Alle note musicali, inoltre furono associati i cinque elementi fondamentali: legno, terra, fuoco, acqua e metallo.

 - In Israele. Per gli Ebrei la musica era un’arte che aveva come scopo l’ascesa dello spirito umano verso il cielo; infatti si sviluppò molto l’utilizzo della musica sacra come forma di preghiera. Ad essa fu attribuita una doppia valenza ossia ottenere l’aiuto e la protezione di Dio, ma allo stesso tempo come tecnica esorcistica contro
gli attacchi delle forze del male.

 - In India. Nel Tibet ed in India la musica veniva utilizzata per pratiche terapeutiche, per la vocalizzazione, il sacrificio e la meditazione. Questa popolazione è la madre di forme di vocalizzazione terapeutica: i cosiddetti mantra. Questa parola tradotta vuol dire "espressione sacra" utilizzata per la purificazione dell’anima e del subconscio; essa ha origine dalle credenze religiose indiane ed è proprio delle culture religiose che fanno capo principalmente alla scrittura sacra del Veda. Un’analisi particolare viene dedicata alla musicalità all’interno della cultura greca; in essa la musica godeva di una tale considerazione da essere impiegata nelle leggi e nelle istituzioni civili come garanzia dell’ordine civile e politico e come segno di armonia tra mente e corpo. Altro aspetto importante della cultura greca era l’importanza delle divinità e degli eroi alle cui figure venivano attribuite conoscenze terapeutiche: Apollo, per esempio, era considerato il dio della luce, della razionalità e della medicina sacra. Spesso tale divinità era rappresentata con in mano una lira ed un arco, a personificare la forza sovraumana irradiata dall’arte. Ma perché tra gli strumenti proprio la lira doveva avere il privilegio di essere posta tra le mani di una divinità di tale importanza?. Bisogna sapere che nell’antica Grecia gli strumenti musicali erano considerati opera degli dei ed ogni strumento veniva associato a precise divinità. Ad esempio l’aulus, strumento ad aria importato dall’oriente, era legato al culto di Dioniso; mentre la lira era considerata dai greci lo strumento privilegiato per esprimere il potere terapeutico della musica a causa della dolcezza del suo suono. Nonostante ciò la forma più alta della musicalità per la cultura greca era la musica vocale e questo lo si può evincere anche da come venivano narrate le leggende degli dei, dell’Iliade e dell’Odissea: esse infatti venivano recitate da rapsodi con l’accompagnamento di strumenti musicali.

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